Denise Sgueglia su ThinkBio

L'impronta ecologica : l'uomo e la sua traccia sull'ambiente

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Che impatto ha ogni individuo sull'ambiente in cui vive? é questa una domanda alquanto scontata ma che ci poniamo raramente. Eppure lo stato di salute del nostro pianeta dovrebbe essere un aspetto fo

Nel 1996 Mathis Wackernagel e William Rees introdussero un parametro che prende il nome di impronta ecologica. Si tratta di un indice sintetico di pressione ambientale, che stima la quantità totale di risorse naturali e servizi ecologici che una popolazione utilizza per vivere, calcolando l’area totale degli ecosistemi necessaria per fornire tutte le risorse utilizzate e per ricevere tutte le emissioni prodotte. L’impronta ecologica viene calcolata in ettari.
Si considera quindi l’estensione di territorio procapite necessaria per produrre le risorse che servono durante un anno di vita. Per calcolarla si tiene conto delle nostre scelte alimentari, della quantità di rifiuti prodotti, della superficie di suolo occupato, dei beni acquistati, l’energia consumata,della CO 2 emessa in atmosfera . Ogni individuo dunque quotidianamente con le sue attività lascia la sua traccia nell’ambiente.

L’impronta ecologica è direttamente correlata alla capacità della Terra di rigenerare risorse.

Infatti un altro parametro importante da considerare risulta essere la biocapacità, ovvero la capacità dell'ecosistema di produrre risorse naturali e di assorbire il materiale di scarto generato dagli umani. Mettendo in relazione l’impronta ecologica e la biocapacità è possibile stimare il bilancio ecologico e capire se siamo in condizione di surplus o deficit rispetto alle risorse disponibili.



Attualmente si stima che l’impronta ecologica globale sia di 2,2 ha/pro-capite, mentre la biocapacità media della Terra sia di 1,8 ha/pro-capite.

Da questi dati risulta evidente un notevole deficit ecologico.

Questo significa che stiamo sfruttando le risorse come se avessimo a disposizione un pianeta Terra e mezzo. Continuando con questi ritmi entro il 2030 il genere umano avrà bisogno della capacità di due pianeti Terra.



È evidente che bisogna immediatamente intervenire per invertire questo trend. Senza considerare quelle che possano essere le decisioni prese in merito dai vari paesi mondiali, ognuno di noi può contribuire in piccolo a ridurre la propria impronta ecologica.
Anche noi infatti con le nostre scelte e abitudini quotidiane, quelle a cui nemmeno facciamo caso, lasciamo la nostra bella traccia. Può essere interessante consultando vari siti web, utilizzare un apposito calcolatore online e stimare la propria impronta ecologica, cosicché da renderci conto del carico che apportiamo al nostro pianeta in termini di utilizzo di risorse.
Esempi pratici per collaborare al calo del deficit ecologico sono: spostarci in bicicletta o con i mezzi pubblici piuttosto che in auto; mangiare frutta e verdura di stagione, che non debbano aver compiuto centinaia di chilometri per giungere fino a noi; spegnere la luce quando usciamo da una stanza e non lasciare pc o tv in stand-by quando non li stiamo usando. 
Questi sono piccoli accorgimenti ma che nel contributo individuale all’impronta ecologica globale risultano essere fondamentali.

Il mondo deve sempre più muoversi verso uno sviluppo sostenibile. Infatti è sicuramente necessario mirare allo sviluppo economico ma questo deve essere compatibile con la salvaguardia dell'ambiente e delle risorse disponibili. La sostenibilità è un dovere che abbiamo verso le generazioni future che popoleranno il nostro pianeta.

Denise di ThinkBio